Per scaldarsi nel cuore dell’inverno

Il freddo è arrivato, alla fine.

In questi giorni il cielo è terso, l’aria risplende come diamante, rischiarato da un sole grande e pallido, che illumina senza riscaldare. Dopo il tramonto poi il freddo aumenta, mentre una foschia d’argento si leva dalla terra, dall’erba umida, e ricopre ogni cosa con il suo velo di goccioline minuscole e gelide. Anche i gatti più intraprendenti cercano volentieri il calore della stufa, e dopo una certa ora  non c’è davvero più nessuna valida ragione per lasciare il tepore della cucina.

Il nostro giardino si veste d’inverno. Abbiamo già provveduto a riparare le piante che necessitavano di essere protette, e ora lasciamo che la stagione fredda rivendichi il proprio dominio sulla natura che circonda l’agriturismo. E’giusto che sia così, è nell’ordine delle cose che l’inverno succeda all’estate. “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi” recita un romanzo che amiamo moltissimo.

Abbiamo sempore cercato di documentare lo scorrere delle srtagioni nel giardino dell’agriturismo. Ogni anno abbiamo adattato le nostre attività, gli appuntamenti con gli ospiti piccoli e grandi, al loro evolversi. Perché l’autunno e l’inverno non hanno meno da offrire della primavera e dell’estate, e ci piace che i bambini lo imparino, che scoprano quanto può essere piacevole intrattenersi all’aperto, finché le dita non sono intirrizzita e la punta del naso rossa come una fragola, per poi ripararsi al calduccio in cucina, a fare merenda con té e biscotti appena sfornati. C’è una gipia unica e speciale in una foglia gialla che crepita sotto i piedi, e davvero la brina che riveste i rami degli alberi fa pensare al passaggio di una Regina delel Nevi dal lungo mantello intessuto di cristalli di ghiaccio.

Quest’anno la pandemia ci ha rubato primavera, estate, autunno, e ora l’inverno.

Non le stagioni in sé, quelle noi le viviamo, assaporandole come abbiamo sempre fatto, cercando di trarne gli aspetti migliori, di apprezzarne tutta la variegata bellezza.

Ma non abbiamo potuto condividerle con i nostri amici vecchi e nuovi, non abbiamo potuto vedere il giardino animarsi delle scolaresche, il fienile pieno di bambini in festa, impegnati nelel tante attività che organizziamo in vista delel loro visite. Questo rende l’inverno che viene un po’ più freddo.

Allora abbiamo pensato di regalare agli amici lontani un piccolo ricordo di primavera. Lo abbiamo conservato proprio per un’occasione simile, tenuto in serbo, al sicuro nel cuore, attendendo l’evolversi degli eventi. Non ricordo quando sia stata scattata questa foto, il giorno e il momento esatto. Ma mi basta guardarla per avvertire ancorail calore del sole sulla pelle, e all’improssivo gli occhi si riempiono dei colori dei fiori, dell’incanot della danza delle farfalle, e l’aria fredda si scioglie in mille profumi inebraitni, che avvolgono il cuore come una canzone.

Questo vogliamo condividere con voi. Quiesto frammento di primavera nel cuore dell’inverno, e con esso la speranza che il tempo possa sanare la ferita che quest’anno ha aperto nelle nostre vite, nelle nostre anime, costringendoci a restare distanti in modo così doloroso.

Verrà una nuova primavera, e verrà l’estate, e ci saranno fiori, farfalle, germogli giovani ed erba di velluto, e nuove risate, nuove poesie, a ricamare l’aria profumata. Noi si saremo, questa è la nostra promessa, e ci sarà il nostro giardino fatato, pronto a riaprire i suoi cancelli a tutti voi.

 

 

 


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